Visualizzazione post con etichetta Piemonte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piemonte. Mostra tutti i post

sabato 15 febbraio 2014

La stella di Pollone.

Pollone è un piccolo paese poco a Nord di Biella. Non avete idea di cosa stia parlando? Non ce l’avevo neanche io prima decidere di fare svariati chilometri di strada una domenica. E questo forse è già il primo merito del Patio di Sergio Vineis, ristorante 1 stella Michelin che proprio in questo piccolo e grazioso paesino trova la sua collocazione in una corte con mura settecentesche all’interno di una microscopica stradina di paese. Saliamo e ci accomodiamo al nostro tavolo, perfettamente preparato. L’atmosfera è di quelle che ti fanno già capire che le cose si stanno per mettere bene! Tranquillità e desiderio di scoperta la fanno da padroni. Arriva Michela, maitre sommelier de Il Patio. Con lei scegliamo il vino, Barthenau Vigna San Michele di Hofstatter Pinot Bianco 2011. Quindi, voi che siete attenti lettori, avrete già intuito che quello che ci aspetta nei piatti è il menù degustazione di mare. Si parte. Comincia un percorso che difficilmente dimenticheremo, comincia con “ la ricciola affumicata con gelatina di gin tonic, pompelmo rosa e granita di melone”. Un toccasana, freschezza e sapore che ti predispongono agli altri piatti. Ed ecco arrivare quello che per me è stato il “campione” di giornata: “La seppia: mantecata, tagliatella scottata, focaccia al nero e il suo caviale”. E’ uno di quei piatti che ti piace già nel momento in cui lo hai letto sulla carta. Lo assaggio e vorrei tanto che non finisse, quindi mangio lentamente (come quella famosa pubblicità della mozzarella…). La materia prima è sublime, i dadini di focaccia nera si tuffano nel condimento, il caviale dona sapidità e si sposa con tutti gli altri elementi. Si continua con gli “Spaghetti neri di semola con astice e crema di mozzarella di bufala”, ottimi ma meno “rivoluzionari”. Ecco il secondo (che poì è il terzo o quarto), “San Pietro scottato con verdure invernali”, tenero e delicato. Gustoso e leggero. Davvero entusiasmante.  Sorbetto alla mela come ponte per il dolce, ovvero “La pera. Dolce di pere con terra di cioccolato e zabaglione di latte.” Una chips di pera spolverata di zucchero a velo troneggia nello zabaglione al latte su un fondo di cioccolato, il tutto si incontra per un finale che regala sapori veramente di altri tempi. Finito? Ma che. La piccola pasticceria è praticamente un altro dolce, cantucci e meringhe fatte in casa, tartufini al cacao, fragole immerse nel cioccolato fondente. Accompagniamo questo finale con un calice di Joseph 2001, Gewurtztraminer passito sempre di Hofstatter. Guardiamo l’orologio e sono le 16 passate ma il tempo qui vola e ci sembra di essere arrivati da 10 minuti. Chiaccheriamo con Sergio e Michela, ci lasciamo le montagne alle spalle sulla via del rientro. Pensiamo già alla prossima scusa da inventare per tornare a trovarli. E voi? 
  










Ristorante Il Patio
Via Oremo, 14 Pollone (Biella)
tel. +39 015.61568
Aperto a pranzo e cena da mercoledi a domenica.
Lunedi e martedi chiuso.

mercoledì 19 giugno 2013

Sourgal. Chi ben finisce.

Chi ben finisce, il pranzo o la cena, soprattutto in estate, lo fa con il Moscato. E anche noi ieri sera abbiamo scelto di finire così. Il “nostro” finale porta il nome di Sourgal, Moscato d’Asti di Elio Perrone.
Lo provo e lo riprovo, anno dopo anno. E’ una sicurezza e regala sempre piacere. Da uve 100% Moscato, provenienti dalle vigne “Sourgal” sulle colline di Castiglione Tinella, Elio Perrone propone un vino mai banale. Un profumo intenso riempie il naso di sentori di acacia, fiori d’arancio e di frutta gialla. 
Con una piacevole nota acida che lo rende davvero di facile beva. Abbinato ad una deliziosa millefoglie si è dimostrato, ancora una volta, degno protagonista del finale di una bella serata in compagnia.


Elio Perrone
12053 Castiglione Tienella - Piemonte
Tel. 0141.855803

giovedì 9 maggio 2013

Grandi Langhe 2013. Chi ben comincia...


Il 7 maggio si è conclusa la prima  edizione di Grandi Langhe 2013. Manifestazione biennale promossa dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero e aperta esclusivamente al pubblico professionale a livello internazionale.  Barolo, Barbaresco, Diano d’Alba, Dogliani, Roero, Roero Arneis sono stati i protagonisti di una eccellente tre giorni. Grandi nomi, astri nascenti e piccole realtà, tutti affiancati (nel vero senso della parola) nel bellissimo Palazzo Martinengo a Monforte d'Alba per i Barolo Docg dei comuni di Monforte d’Alba, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba e alla splendida Tenuta Abbene a Dogliani, proprio per i Dogliani Docg. Folta presenza di stranieri, organizzazione di qualità eccellente, location invidiabili. Questi gli ingredienti di un manifestazione a cui auguriamo lunga vita.










GRANDI LANGHE
mail : info@grandilanghe.com
web : www.grandilanghe.com

mercoledì 8 maggio 2013

ROCCHE VIBERTI : il nuovo che avanza.


Claudio Viberti è un piemontese un pochino atipico. Particolarmente ospitale e con molta voglia di comunicare i suoi vini. In questi giorni si è svolta la prima edizione della manifestazione Grandi Langhe (a cui abbiamo partecipato e che troverete raccontata nei prossimi post) e così abbiamo deciso di venire a trovare Claudio ed andare alla scoperta dei suoi vini e della sua realtà. Ci troviamo a Castiglione Falletto, uno degli 11 comuni dove il vino si può chiamare Barolo! L’azienda RoccheViberti altro non è se non la casa di Claudio e la sua famiglia. Tutto intorno parte delle vigne di proprietà che, con una pendenza non indifferente, rendono la viticultura quasi “eroica”. Lavorazioni strettamente naturali, qui i diserbanti non si sa neanche cosa siano, e perfetta esposizione a Sud-Est. In cantina tutto è all’insegna della tradizione: botti grandi e mai lieviti selezionati ma solo ed esclusivamente autoctoni e vinificazione esclusivamente di uve di proprietà. La breve ma intensa passeggiata tra i filari delle vigne ci porta a degustare alcuni dei prodotti della gamma aziendale che include Barolo, Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba e Dolcetto.

LANGHE NEBBIOLO 2008 :
Colore rosso granato e di buona consistenza, al naso esprime sapori dolci di ciliegie e piccoli frutti neri e ancora caffè. In bocca si fa notare per una piacevole sapidità che porta con sé liquirizia e erbe officinali. Nel complesso davvero piacevole.

BAROLO 2006 :
Si presenta con un rosso granato ed un naso intenso che esprime una buona complessità composta da note balsamiche, speziatura ed ancora cuoio e viola. In bocca mostra un tannino elegante con note di caramelle al rabarbaro e pepe bianco.

BAROLO 2004 :
Il colore non si smentisce, sempre rosso granato tipico di questi vini. Ed anche il naso non delude esprimendo note speziate e di pelle conciata. I due anni in più in bottiglia lo rendono molto ben equilibrato e conferiscono al vino un tannino quasi setoso. Se dovessi descriverlo con un termine direi “intrigante”.

Se vi trovate da queste parti non esitate a fermarvi in questa piccola azienda, comprate qualche bottiglia e scoprirete un’altra (fondamentale in questo periodo) qualità di RoccheViberti. Il rapporto qualità prezzo.





Claudio Viberti 





Azienda Agricola RoccheViberti
Via Alba-Monforte, 68
12060 Castiglione Falletto (CN)
Tel. 0173.62810

venerdì 12 aprile 2013

Il nostro Vinitaly.


Siamo in pochi di questo mondo (quello del vino) a non aver partecipato al Vinitaly 2013. Chi per un motivo e chi per un altro. Certo, il pensiero di tutta quella gente che degusta allegramente “alla faccia nostra”, in una manifestazione che conosciamo bene, mi fa accendere la lampadina ed ecco l’idea. Il Vinitaly ce lo facciamo da noi. In Taverna. Io, Marco B. , poi Umberto e il grande Dario Borroni. Quattro bottiglie, quattro italiani. Con poca coerenza e molta sete, però, cominciamo subito con uno Champagne per prepararci ai rossi. La Grand Cellier di Vilmart è sempre molto piacevole, il suo giallo paglierino e le sue bollicine intense invogliano subito all’assaggio. Un naso di crosta di pane ci guida ad un bicchiere di agrumi, limone e pompelmo rosa. Un’acidità e una freschezza che gli conferiscono grande facilità di beva che invita da subito a versarne ancora un bicchiere. Torniamo in tema, i rossi (tutti Italiani) sono li ad aspettarci. Ovviamente tutti coperti. Il primo vino è di un rosso granato con riflessi granati, al naso esprime subito note di amarena, una balsamicità accennata ma non troppo marcata con delle dolcezze che riconducono ad una caramella alla menta. In bocca esplodono la liquirizia e decise note di speziatura. Siamo davanti ad un’istituzione del vino italiano, Tignanello di Antinori annata 1998. Ecco il secondo, sicuramente quello che subito si distingue dagli altri nel bicchiere. Si mostra rosso granato scarico con riflessi aranciati, un colore che ci porta ad assumere che, probabilmente, il vino avrà qualche anno in più degli altri. Al naso è semplicemente inebriante. Profumi di olive in salamoia, macchia mediterranea e ginepro che ritornano in bocca con una splendida armonia. Ci stupiamo quando scopriamo che dietro la stagnola si nasconde uno stupendo Barolo Cascina Francia di Giacomo Conterno, annata 1993. Perfetto e  con ancora ampi margini di evoluzione. Passiamo al terzo che vediamo e sentiamo “vicino” al primo.  Colore rosso rubino con riflessi granati; un naso che esprime sentori di terra e delle morbidezze riconducibili alla vaniglia con sfumature di tostato e torrefazione. In bocca non si possono non apprezzare i sentori di amarena sotto spirito e ancora di spezie. Siamo di nuovo in Toscana e sempre nella cantina di Antinori, questa volta con il Marchese Antinori Riserva 2001, davvero in splendida forma. Ultimo rosso, si presenta nel bicchiere di un bel rosso rubino intenso con riflessi granati. Inizialmente sprigiona profumi di solventi che poco dopo scompaiono e lasciano spazio alla caramella toffee e alle spezie. In bocca è morbido (“forse un po’ costruito ma sempre un vinone” afferma Marco B.), subito sentori di cuoio e tabacco. Un tannino ancora molto presente che esprime un grande potenziale evolutivo. Scopriamo la bottiglia ed ecco il top di gamma della cantina sarda Argiolas. Ovvero il Turriga, annata 2001. Abbiamo cominciato con la Francia però. E con la Francia decidiamo di chiudere. Nei bicchieri compare un bianco, cristallino e di un colore oro antico con riflessi dorati, decisamente consistente. Al naso sentori di zafferano in pistilli affiorano inconfondibilmente insieme alla frutta tropicale molto matura. In bocca è fresco e sapido, di ottima persistenza. Grande equilibrio e grande armonia. E di certo non poteva essere altrimenti trattandosi di uno Chateau d’Yquem annata 2000.



Vilmart & C. - Grand Cellier Brut

Antinori - Tignanello 1998


Giacomo Conterno - Barolo Cascina Francia 1993

Antinori - Marchese Antinori Riserva 2001

Argiolas - Turriga 2001


Lur Saluces - Chateau d'Yquem 2000

A presto.

Claudio N.

giovedì 4 aprile 2013

Barbaresco mon amour.


Con Francesco ci spingiamo nella terra del nebbiolo ed in particolare del Barbaresco. Pronti ? 

Sarà, ma a me il Barbaresco piace proprio. In fondo mi ha sempre affascinato quel suo essere così territoriale, la sua eleganza, la sua veste aristocratica ma allo stesso tempo “alla mano”. Insomma, uno di quei vini che ti entrano nel cuore e di cui è difficile stancarsi (ammesso che ci si possa stancare di un vino). In questo periodo qui al nord la primavera tarda ad arrivare e quindi l’altra sera, preso da una curiosa nostalgia “Langarola”, ho deciso di aprire un buon vino piemontese e più precisamente il Barbaresco DOCG “Fausoni “ 2006 dell’Azienda Sottimano.
Che dire, tutte le volte che mi capita di bere un prodotto delle Langhe inizio a pensare all’autunno, ai tartufi, a quel modo di scandire l’esistenza basato sulle stagioni e sui ritmi della natura, alle tradizioni di quel territorio ed infine immagino la fatica che il vino comporta, il fatto che chi vive di questo lavoro non ha week end fuori porta, ma deve donare la sua vita alla natura, ed è solo così che una volta aperta una bottiglia ne percepiamo quel sottile lato romantico fatto di sacrificio e passione, ma veniamo al Vino : nel bicchiere è bellissimo, consistente (più avanti scopro che l'alcool è presente al 14,5%), di un rosso granato scarico che fa esclamare solo una parola : “NEBBIOLO”. Al naso questa parola diventa sempre più forte, partendo dalle prime note di viola appassita, passando dai frutti di bosco per poi terminare con quell'aroma di tabacco che tanto mi fa venir voglia di “ascoltare” il vino; in bocca ha ancora l’acidità ed il tannino della gioventù (in fondo è ancora un adolescente), ma rivela già grande piacevolezza e finezza, arricchita da un’ottima persistenza che lascia nel mio palato aromi di bocca splendidi e seducenti.
Per concludere, un vino che ha bisogno di tempo, ma che già ora può dare molto al nostro palato e che sicuramente troverà spazio accompagnando piatti di notevole struttura.

Santé
Francesco P.



Azienda Agricola Sottimano
Località Cottà, 21
12052 – Neive (CN)
Tel.0173 -635186
E-mail – info@sottimano.it


A presto, sempre con i racconti de La Taverna di B.

Claudio N.

mercoledì 3 aprile 2013

Somma di passioni.


La passione per il vino non è l’unica che mi unisce a Marco B. Ce ne è almeno un’altra e si chiama calcio, anzi nel nostro caso si chiama Juventus. Spesso e volentieri le partite della nostra squadra del cuore diventano una scusa bella e buona per trovarci e, tanto per cambiare, stappare qualcosa di interessante. E se, come ieri sera, le cose non finiscono troppo bene (calcisticamente), ci auguriamo sempre che il vino possa “guarire” le nostre ferite sportive. Per fortuna, ieri sera, il vino “ ci ha messo una pezza”. Ci sediamo a tavola che la partita sta per iniziare, siamo concentrati. Nulla però ci vieta di sorseggiare e addirittura di sperimentare. Si perché Marco tenta un abbinamento che alla fine non risulterà per niente fuori luogo. Due piccole e soffici trecce di mozzarella insieme al Erdener Treppechen Riesling Spatlese di Meulenhof, annata 1992 direttamente dal cuore della tedeschissima Mosella (tanto per restare in tema). Nel bicchiere si presenta giallo dorato non troppo carico con riflessi dorati mostrando già nel bicchiere una bella consistenza. Al naso emergono subito i piacevolissimi sentori di idrocarburi tipici del vitigno, seguiti da frutta tropicale matura. Ananas e lytchees in particolare. In bocca ripresenta queste sensazioni e si dimostra abbastanza persistente (ricordatevi che è un 1992). E ancora una discreta acidità che ne favorisce la piacevolezza di beva! Un vino assolutamente fine ed armonico che incontra pienamente i nostri gusti. La partita si mette male quasi da subito e procede peggio, per fortuna il vino si comporta al contrario. Infatti dopo il riesling di cui sopra ci aspetta una (speriamo) grande bottiglia. Stappiamo allora un Barbaresco Santo Stefano di Neive 1997 di Bruno Giacosa, bottiglia numero 3695 delle 10860 prodotte in quell’annata insieme a 1500 magnum e a 200 jeroboam (3lt). Nonostante l’annata 1997 non sia tra quelle più importanti per la zona il vino si presenta nel bicchiere ancora rosso rubino, certo scarico e con dei riflessi granati ma certamente in forma e con una buona consistenza. A pochi minuti dalla sua apertura sprigiona dei sentori di “chiuso” che poco dopo scompaiono per lasciare spazio a note di caffè, di spezie e chiodi di garofano e ancora note balsamiche intrigati ed anche erbe officinali. In bocca è di una delicatezza commuovente, la sensazione di un tessuto di seta. Un tannino fine ed ancora presente, una bocca equilibrata e di grande finezza che ripresenta appieno le sensazioni olfattive. Eccellente e appassionante. Grazie a questi due vini la sconfitta sembra (forse) meno amara.



Meulenhof - Erdener Treppchen Riesling Spatlese 1992



Weingüter
Meulenhof& Stephan Ehlen
FamilieJusten
ZurKapelle 8
54492 Erden
Germany
phone: +49 (0) 6532-2267
fax: +49 (0) 6532-1552



Bruno Giacosa - Barbaresco Santo Stefano di Neive 1997



BRUNO GIACOSA
Via XX Settembre, 52
Neive (Cn) - Italia
Tel. +39 0173 67027
Fax +39 0173 677477

lunedì 1 aprile 2013

Sempre di Domenica.


Un nuovo appuntamento con le degustazioni di Francesco che, questa volta, ci porta in Piemonte.

E' sempre interessante la domenica, ma in particolare il momento migliore è proprio prima del pranzo, quando i fornelli sono a pieno regime, gli aromi di cucina saturano l'ambiente ed una bottiglia (spesso impolverata) compare in mezzo alla tavola, pronta per essere analizzata dai miei occhi curiosi. Con la solita scusa di assaggiare il vino per sapere se è “tutto a posto”, mi procuro un buon bicchiere da degustazione ed il mio percorso enomentale ha inizio. 
Nel bicchiere si presenta (il vino) rosso rubino con riflessi rubino, grande consistenza ed una limpidezza impeccabile; al naso è un'esplosione di frutta in confettura (in particolare frutti di bosco), spezie dolci come la vaniglia e la cannella, in più sul finale percepisco una leggerissima sensazione terziaria che mi ricorda vagamente il caffè; in bocca l'acidità è grandissima, ma è bilanciata da una grande materia che a tratti sembra quasi far “mangiare” il vino. Più lo sorseggio e più sento un finale di bocca equilibrato, con note di frutti di bosco ed una leggera liquirizia che rendono la beva di questo nettare piacevolissima, tanto che mi ero semplicemente offerto per un assaggio ed ora mi ritrovo a bere con piacere il secondo bicchiere (chissà perchè poi finisce sempre nello stesso modo).
Il Vino che ha saputo rendere così piacevole la mia domenica pasquale è la Barbera d'Asti DOC Superiore Nizza “Dedicato a...” annata 2007 dell'Azienda Agricola Villa Giada di Andrea Faccio, prodotto utilizzando la Barbera al 100%. Per questo prodotto la fermentazione avviene utilizzando vasche di acciaio a temperatura controllata in cui il mosto rimane a contatto con le bucce per almeno 3 settimane, successivamente si crea un fermentazione malolattica “spontanea”, dopo di che il vino riposa per 18 mesi in piccole botti di rovere e finisce la maturazione in bottiglia per un anno, prima della messa in vendita.
L'azienda in questione esiste da oltre due secoli, i vini sono lo specchio del territorio dell'astigiano, in quanto la tecnologia moderna è al servizio della tradizione e della tipicità e non il contrario (grazie a Dio). L'azienda ha sede a Canelli e possiede 25 ettari di vigneti coltivati ad agricoltura “biologica”, chissà che in uno dei miei lunedì non vada a fare una bella visita in cantina per respirare appieno la bellezza di quelle terre.

Dedicato a...- Azienda Agricola Villa Giada 



Francesco P.
Azienda Agricola Villa Giada
Canelli(AT) – regione Ceirole n.10

Tel – 0141 831100


A presto con Francesco P. e tutti gli altri protagonisti de La Taverna di B.

Claudio N.